Fondazione Valle Bavona
Vanessa atalanta - Foto di Mirko Zanini

Quante sono le specie conosciute fino ad ora in Valle Bavona? La sintesi delle conoscenze naturalistiche svolta fin'ora permette di stilare una lista provvisoria di 2’526 specie documentate in Valle Bavona, appartenenti fauna, funghi, flora, muschi e licheni. Alcuni gruppi sono ben conosciuti, altri invece sono quasi sconosciuti. La Fondazione Valle Bavona si occupa anche di promuovere studi naturalistici per meglio comprendere la biodiversità presente.

Libellule

Visto che l’ambiente di riproduzione delle libellule è rappresentato da ambienti umidi e che quest’ultimi sono in generale degradati o scomparsi, anche le libellule soffrono. Infatti, delle 72 specie indigene in Svizzera, il 36% figura nella Lista Rossa delle libellule minacciate pubblicata nel 2002. Le specie più a rischio sono quelle legate alle paludi, alle torbiere, ai banchi di ghiaia dei fiumi. I recenti studi realizzati in Valle Bavona hanno messo in evidenza la presenza di 13 specie di libellule, 11 delle quali sul fondovalle.

Libellula depressa - Foto di Mirko Zanini

Aeshna juncea - Foto di Mirko Zanini

Grilli, cavallette e locuste

Chi non conosce i grilli, le cavallette e le locuste? Tutti abbiamo avuto esperienze con questi affascinanti animali, magari deliziati dalle loro particolari melodie che fanno da colonna sonora alle caldi notte estive, alle passeggiate in montagna o ai pic-nic nei prati! Sono insetti terrestri generalmente erbivori, molto abili a spiccare balzi aiutati dalle possenti zampe posteriori e dalle loro ali. I recenti studi naturalistici condotti in Valle Bavona hanno messo in evidenza la presenza di 17 specie di ortotteri, di cui 9 presenti sul fondovalle.

Anthaxius pedestris - Foto di Mirko Zanini

Stauroderus scalaris - Foto di Mirko Zanini

Farfalle diurne

La farfalle certamente contribuiscono in modo importante a creare quella magia che fa restare incantati mentre osserviamo un paesaggio naturale. In Valle Bavona sono presenti un numero molto elevato di specie di farfalle. Basti pensare che in 1 km2 in Valle Calneggia sono per esempio state censite più di 50 specie diverse e a Campo-Robiei quasi 60. Questa elevata diversità di farfalle diurne è dovuta alla presenza su superfici ristrette di ambienti molto diversi tra loro: prati magri, ruscelli e torrenti, zone rocciose, boschi di conifere e di latifoglie, ambienti cespuglieti, zone umide ecc che si compenetrano a vicenda creando un mosaico molto ricco in cu ogni specie riesce a trovare le sue condizioni di vita ideali. In Valle Bavona sono state censite più di 100 diverse specie di farfalle diurne!

Aglais urticae - Foto di Mirko Zanini

Hesperia comma - Foto di Mirko Zanini

Pesci

La fauna ittica documentata in Valle Bavona conta 7 specie. Lo scazzone (Cottus gobio), il salmerino (Salvelinus alpinus) e la sanguinerola (Phoxinus phoxinus) sono le tre specie iscritte in una categoria di conservazione.

Le pesche elettriche realizzate dall’Ufficio caccia e pesca lungo il tratto di fondovalle del fiume Bavona hanno messo in evidenza la presenza di 2 sole specie: la trota fario (Salmo trutta fario) e lo scazzone. In numerosi laghetti della Valle Bavona sono stati immessi a scopi alieutici anche specie esotiche, come per esempio la trota iridea (Oncorhynchus mykiss), il salmerino canadese (Salvelinus namaycush) e il salmerino di fontana (Salvelinus fontinalis) tutte originarie del Nord America. 

Trota fario - Foto di Mirko Zanini

Torrente a Puntid - Foto di Mirko Zanini

Anfibi

La Valle Bavona non possiede una particolare vocazione per il gruppo degli anfibi che comprende rane, rospi, salamandre e tritoni. A livello cantonale sono presenti ben 11 specie, tutte protette ai sensi dell’Ordinanza sulla protezione della natura e del paesaggio (OPN). In Valle Bavona ne sono state segnalate solo 3, nessuna è però particolarmente minacciata. Si tratta della Rana rossa o Rana temporaria (Rana temporaria), della Salamandra pezzata (Salamandra s. salamandra) e il Tritone alpino (Mesotriton alpestris alpestris). Per chi volesse osservare delle ovature o i girini di Rana rossa può per esempio recarsi nel mese di aprile al piccolo stagno di Sabbione, oppure nelle lanche del fiume a Ritorto, Roseto o alla Bolla. Per vedere il Tritone alpino è consigliato invece visitare i ruscelli e gli stagni nei pressi di Robiei.

Salamandra pezzata - Foto di Mirko Zanini

Girini di Rana temporaria - Foto di Luca Pagano

Rettili

La Valle Bavona possiede una particolare vocazione per i rettili visto che si contano 9 delle 12 specie presenti in Ticino, tutte protette ai sensi dell’Ordinanza sulla protezione della natura e del paesaggio (OPN). Tra i sauri troviamo l’orbettino (Anguis fragilis), il Ramarro (Lacerta bilineata), la Lucertola muraiola (Podarcis muralis). Mentre tra i serpenti figurano i colubri innocui come il Colubro liscio (Coronella austriaca), il Biacco o Scorzon (Hierophis viridiflavus), la Natrice dal collare (Natrix natrix) e il Saettone (Zamenis ligissima). Storicamente era pure stata segnalata la presenza della rara Natrice tassellata (Natrix tessellata). L’unico serpente velenoso presente è la Vipera comune (Vipera aspis).

La presenza di pietraie, affioramenti rocciosi, superfici agricole gestite in modo estensivo, muri a secco, margini di bosco ben strutturati e corsi d’acqua naturali permettono di offrire ambienti favorevoli a serpenti e lucertole. Il progressivo imboschimento in corso è senz’altro un fattore negativo per le popolazioni di rettili. Risulta pertanto importante promuovere il mantenimento di aree aperte strutturate. 

Ramarro - Foto di Mirko Zanini

Saettone - Foto di Mirko Zanini

Uccelli

Gli uccelli affascinano da sempre l’uomo. Forse per questa ragione sono numerosi gli appassionati che dedicano particolare energia e passione alla loro osservazione. I dati raccolti da questi naturalisti, sia amatoriali che professionisti, sono molto interessanti anche per la regione della Valle Bavona. La presenza di una grande varietà di habitat differenti permette di offrire all’avifauna ambienti vitali adeguati. Più di 80 specie di uccelli sono così state osservate in Valle Bavona. Si tratta di un valore importante che testimonia l’interesse di questa regione.

Tra le specie più interessanti troviamo la Balia dal collare (Ficedula albicollis), l’Averla piccola (Lanius collurio), il Fagiano di monte (Tetrao tetrix), la Coturnice (Alectoris graeca), il Francolino di monte (Bonasia bonasia), la Civetta capogrosso (Aegolius funereus) e il Merlo dal collare (Tordus torquatus).

Sordone - Foto di Damiano Torriani

Mammiferi

In Valle Bavona è stata per ora accertata la presenza di 31 specie di mammiferi. Per quanto riguarda i mammiferi di interesse venatorio (capriolo, camoscio, cervo, stambecco, marmotta e lepre alpina) le informazioni sono relativamente abbondanti grazie alle statistiche di caccia e ai monitoraggi mirati da parte dei guardacaccia. Per le altre specie le informazioni sono invece meno dettagliate e più lacunose.

Da alcuni anni è pure presente in Valle Bavona anche la Lince (Lynx lynx), specie estinta in Svizzera agli inizi del ‘900 ma che a seguito di progetti di reintroduzione su suolo nazionale ha potuto ritrovare lentamente il suo importante ruolo di grande predatore.

Le zone golenali del fiume Bavona, gli ambienti agricoli tradizionali e boschi radi rappresentano interessanti luoghi di caccia per i pipistrelli (chirotteri) che trovano rifugio durante le ore diurne in cavità naturali, grotte, soffitte di edifici, ecc. In Valle Bavona sono conosciute 10 specie di pipistrelli, tra cui il raro Serotino (Eptesicus sertotinus).

Stambecco - Foto di Flavio Zanini

Volpe - Foto di Mirko Zanini

Flora vascolare

Malgrado siano stati condotti relativamente pochi studi in merito alla flora, in Valle Bavona sono state osservate più di 1'130 specie di piante vascolari. Si tratta di più della metà delle specie presenti in Ticino. Questa grande diversità è senz’altro legata alla presenza di sedimenti mesozoici calcarei nella parte superiore della Valle Bavona dal P. Castello alla Val Fiorina, attraverso l’Alpe di Sevinera, Zota e la Val d’Antabia. Inoltre, contribuiscono in modo rilevante a questa ricchezza floristica anche la diversità delle tipologie ambientali presenti tra i 500 e i 3’272 m/sm e l’ampiezza del territorio d’indagine.

I suoli carbonatici della Val d’Antabia e della Val Fiorina ospitano anche la rara Saponaria gialla (Saponaria lutea), un endemismo delle Alpi Graie e Pennine. Le stazioni presenti in Valle Bavona rappresentano il suo limite orientale. Un’altra specie endemica delle Alpi Graie e Pennine – questa su suoli acidi – che raggiunge il suo limite orientale al Basodino è il Semprevivo a fiori grandi (Sempervivum grandiflorum).

Foto di Mirko Zanini

Stella alpina - Foto di Mirko Zanini

Muschi, licheni e funghi

Il vasto gruppo dei funghi è stato studiato prevalentemente all’interno dei boschi di tiglio della Valle Bavona. In totale sono state segnalate 317 specie diverse di funghi.

Gli approfondimenti inerenti i licheni sono stati realizzati recentemente sugli alpi di Cranzünell e di Cranzünasc, mettendo alla luce ben 90 specie.

Per le briofite (muschi ed epatiche) sono disposizione solo alcune osservazioni sporadiche provenienti da studi condotti in alcune cantine a pietraie, per un totale di una quarantina di specie.

Lichene Protopannaria pezizoides - Foto di Alberto Spinelli

Funghi saprofiti - Foto di Mirko Zanini